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Tra fili colorati e sensazioni il mio primo autoritratto.

Vi ricordate di “Profili”? Ne ho parlato un po’ di tempo fa, un progetto artistico legato ai colori e alle loro relazioni con le nostre sensazioni.
Ho cominciato con un mio autoritratto, che ora posso finalmente mostrarvi. Curioso, che sia il primo autoritratto della mia vita, alla scuola d’arte che ho frequentato per un po’ parallelamente al liceo ho disegnato di tutto, da gessi impolverati e miei compagni di sventura, ma mai me stessa. Dovevo aspettare i 25 anni per riuscire ad affrontarmi. Beh, intanto che io analizzo questa cosa e faccio ipotesi psico-scientifici-poco-attendibili sulla cosa, ecco il risultato:
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Porta con sè le imperfezioni dei primi esperimenti, le ore piccole della mia insomnia, le dita bucate dalla mia frenetica voglia di finire!
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Ora sto già cominciando un nuovo “profilo”, questa volta un ritratto di una persona cara che si è prestata al “gioco” [se anche voi siete abbastanza fuori di testa per farlo, scaricate la scheda in allegato al post e inviatemela compilata a giui.giuliarusso@gmail.com]
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Per le foto si ringrazia, come sempre, Simone berna. 🙂
Buona giornata colorata a tutti voi!
…ed ecco la scheda! come funziona? Alla fine di ogni giornata, per un mese, pensate alle emozioni che avete provato e mettete dei pallini nell’area di colore che rappresenta quello che sentite [per esempio, oggi è stata una giornata in cui mi sono sentita molto attiva, propositiva e felice, ZAC, un puntino nell’area arancione e uno in quella gialla!]. Le parole che trovate scritte sono solo dei “sintesi”, che magari possono aiutarvi a focalizzare il colore nella vostra mente all’inizio, ma non vanno prese come una regola, assolutamente!
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Profili ● NEW PROJECT ●

Da un po’, anzi, forse da un bel più di un po’, sto lavorando ad un progetto che lega i colori e le sensazioni, in particolare, il collegamento che vi è tra loro, come i primi influenzino le seconde e viceversa. Dopo aver letto molto a riguardo, son arrivata ad una mia sintesi personale. Tutto ciò per raggiungere l’obiettivo di stilare un profilo fisico e psicologico di una persona, in un certo suo periodo di vita. Tutto ciò realizzato attraverso il ricamo, passione che mi sta sempre di più coinvolgendo [cos’è che mi piace del ricamo? soprattutto, il suo eroicismo] e la fotografia, altra mia grande passione.
La fiber art mi ha sempre attratto moltissimo, adoro letteralmente i lavori di M. Anzeri, che attraverso il ricamo disegna le auree di sconosciuti, ritratti in fotografie vintage da lui ritrovate, ma anche quelli di artisti meno noti come Mana Morimoto o Marìa Aparicio.
Da tutto ciò, dopo innumerevoli prove, tentativi miserabilmente falliti, dita bucate ed esperimenti di stampe a mano attraverso le più improbabili metodologie, ecco il primo risultato, un work in progress di un autoritratto.

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Come funziona?
Per un mese, ho raccolto i miei stati d’animo, li ho classificati in base ad un colore, che ho trasformato in un motivo ricamato su una tela con una mia foto stampata. [foto di Simone Berna]. Quello che verrà fuori sarà un profilo psicologico e fisico della mia persona tra il 3 Febbraio e il 3 Marzo 2013.
Quest’opera fa sempre parte del personale percorso che sto facendo sul concetto di consapevolezza, parola cardine per il mio 2000 e 14. Spesso mi sono obbligata ad essere serena, felice, contenta, positiva e propositiva, arrivando fino ad arrabbiarmi con me stessa quando non riuscivo ad esserlo. Mi sono vergognata e colpevolizzata per un sentimento come la rabbia perché sentimento negativo. Ma il problema, è chiaro, non è possibile essere sempre al massimo, non avere mai un momento di sconforto, riuscire ad essere ben predisposti nei confronti di chiunque! l’importante è divenirne consapevoli, credo. La consapevolezza del ciclo vita-morte-vita che regola ogni cosa, il processo di anakuklosis a cui, penso, ogni essere umano non possa sottrarsi…e forse è proprio questo di cui dobbiamo renderci conto, per evitare di cadere in un baratro troppo profondo. Accettare i momenti di “morte”, vedendoli come il terreno fertile da cui rinasceremo. Consapevoli di essere fenici anche quando ci sentiamo solo cenere. Accettare la tristezza,  l’ansia, la preoccupazione, accoglierla invece che combatterla per far si che diventino anch’esse meno agguerrite. Soffrire senza sentirci per questo deboli, ma semplicemente umani. Vedere la propria rabbia, non sentirla più come un senso di colpa, ma accettarla ed imparare a gestirla, senza subirla o lasciarla esplodere fuori controllo.
Ora, ovviamente, come sempre, cerco cavie per le prossime realizzazioni. Quindi se credete che possa essere proficuo per un mese o poco più divenire consapevoli di COME vi sentite, mandatemi una mail a giui.giuliarusso@gmail.com

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