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On Holiday

F I N I T O!
Da oggi ritorno raggiungibile per aperitivi, abbracci incondizionati, vedersi senza fretta, esperimenti artistici, dipingere casa, fare il muratore occasionale, ricamare, cucinare, ascoltare. Per aperitivi l’ho già detto?

Ebbene si, F I N I T O l’ultimo esame, o meglio, l’ultima prova di sopravvivenza inflitta dal Poli [Politecnico di Milano] in questo semestre. Non posso negare che gli esami quest’anno siano andati bene, me ne manca solo uno, di cui spero di liberarmi a Settembre.
Purtroppo però, mi sono dovuta confrontare con il fatto che non si può far tutto, ahimè. Si, lo so che lo sapevo già, ma facevo finta di dimenticarmene costantemente.
Ho dovuto tralasciare perciò in questo periodo quei miei progetti artistici, che mi stanno più a cuore, così come la fotografia e tutte quelle cose che mi fanno sentire leggera.
Domani, però, ho intenzione di non impostare la sveglia e riprendermi almeno per un po’ tutto il tempo dovuto alle mie passioni. Sarà la gioia di aver dato l’ultimo esame del semestre, ma prevedo un futuro prossimo meraviglioso! E tornerò a Settembre con la carica giusta per affrontare un nuovo semestre, ma soprattutto tutti questi sogni importanti, che mi porto dentro. All’alba dei quasi 26 anni compiuti.

Spero che la vostra estate vi porti altrettanta energia, per nuovi sogni da trasformare in realtà e vi lascio un piccolo, piccolissimo regalino, da stampare e appiccicare dove e come più volete, per far si che quest’estate sia più gentile con tutti rispetto alla precedente.

good words for free

[cliccate sul link qui da parte per la versione in alta definizione] good words for free

se ovviamente ne trovate in giro, postate una foto ed instagrammate #goodwordsforfree !
L’obiettivo è un’estate contagiata da buone parole per tutti! 🙂

Una buona, buonissima estate a tutti voi!

Un abbraccio forte

Giui

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BLOG, Fotografia

E’ da tanto tempo che non scrivo, che prevedo madornali errori di grammatica e lessico.
Si, addirittura più del solito.
Ebbene, ho rubato mezz’ora alle mie poche ore di sonno, perché proprio non ce la facevo più a “stare lontana da Giui”.
Il periodo è tosto, la sessione estiva è sempre la famigerata sessione peggiore, in cui vedete gente, tra cui me, vagare per il campus di Bovisa a maledire il giorno in cui si sono iscritti al Politecnico. E poi va beh, ci sono anche quelli a bere gli spritz nel prato, che, mentre passi avvolto in tavole A0 e con le occhiaie per terra, ti chiedi se siano lì per caso o alieni in incognito scesi sulla terra per studiare a che livello di frustrazione può arrivare una persona.

In ogni caso, tutto quello che ho scritto finora non c’entra assolutamente nulla con quello che volevo scrivere quando ho aperto, dopo innumerevoli giorni, la sezione blog e ho cliccato “nuovo post”.
E’ che mi sembrava scortese venire subito al sodo.
Un po’ come se dopo mesi, anni, che due non si vedono non si dicono neanche “ehi, ciao, come va?”. Una banalità, insomma, ma serve pur sempre a rompere il ghiaccio.
O forse, lo ammetto, avevo bisogno di lamentarmi un attimo sommessamente del fatto che soffro tantissimo di non avere tempo per fare tutte quelle cose che mi fanno star bene: ricamare, creare invenzioni gentili e assolutamente inutili, cucinare, fotografare.

A proposito di fotografare, ecco che siamo forse arrivati al dunque [Se poi c’era il dunque in questo sproloquio, senza capo nè coda], vi mostro alcuni scatti fatti un po’ di tempo fa e che sono riuscita a finire di postprodurre solo stanotte.

summer's revenge

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Questo shooting era nato con un intento, è finito con la decisione di usarlo per un altro. Del resto, sarebbe stato tutto troppo normale il contrario. 
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Il nuovo intento sarà una sorta di campagna pubblicitaria estiva per F64 Photography

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E bene, si, siamo in ritardo su tutto. Ma il meteo ci asseconda nel dire che non è ancora estate!

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Quindi, se vi va, ci date una mano a scegliere le foto? O almeno, diteci cosa ne pensate. Ogni suggerimento e critica costruttiva è ben accetta! 🙂

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Ringrazio tanto le “mie” modelle per un giorno: Letizia, Giusy e Federica per la loro pazienza e disponibilità. Forse non le conoscete, ma presto le vedrete calcare grandi palcoscenici, poiché si sono appena diplomate al Piccolo Teatro di Milano ed hanno grinta, determinazione e bravura da [di]mostrare!

Ecco qualche scatto del backstage, tra parrucche, colori, bolle di sapone ed allegria! Abbiamo voluto inscenare una sorta di Summer’s Revenge.

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Buona giornata, torno a dedicarmi ai famigerati esami della temuta sessione estiva.

A presto [spero!]. [Se non do più segni di vita, potrebbe essere che sono rimasta “fulminata” dall’esame di Design della Luce]!

 “… the wind sprang up afresh, with a kind of bitter song, as if it said: “This is reality, whether you like it or not. All those frivolities of summer, the light and shadow, the living mask of green that trembled over everything, they were lies, and this is what was underneath. This is the truth.” It was as if we were being punished for loving the loveliness of summer. ”
Willa Cather, My Antonia

Summer’s Revenge

Digressione
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Non ti fidar di un RedBird a 400 ISO, NON TI FIDAR!

doppia esposizione Greenland, Limbiate

doppia esposizione
Greenland, Limbiate

…perché al contrario di un bacio a mezzanotte, non ti farà innamorar.
E’ successo che, tempo fa, io e Simone avevamo autoprodotto dei redscale in camera oscura, che scattati a 50 ISO mi hanno conquistato per quelle tonalità vintage che fanno invidia al miglior filtro lightroom.
Così, settimana scorsa quando, arrivati a Limbiate per la nostra gita fotografica, mi sono accorta di avere montato il Rollei Redbird, anche se a 400 ISO, mi sono fidata e ho scattato tranquillamente. Ogni tanto sentivo che la mia Minolta arrancava, ma, pensando fosse una mia impressione, presa com’ero dall’eccitazione del momento, non mi sono preoccupata più di tanto…
Innanzitutto, fermi tutti, un  po’ di storia sul luogo della gita fotografica:
Greenland o “Città satellite” è nato come luna park stabile nel 1964 su un’area di 374mila m² di proprietà di G. Brollo in collaborazione con S. Sardena. Raggiunge il suo massimo splendore negli anni ottanta, ma a causa di difficoltà gestionali e irregolarità in tema di sicurezza e di igiene nel 2002 viene sottoposto a sequestro giudiziario, viene richiuso nell’estate 2008 a causa di un contenzioso tra la vecchia e la nuova proprietà e inizia così la decadenza dell’intera struttura. Viene poi definitivamente messo all’asta da parte del Tribunale di Milano. Nell’ottobre 2009 è stato presentato il progetto di riqualificazione del parco divertimenti e delle zone adiacenti. Ora è completamente in degrado, recintato e chiuso da vari lucchetti..noi siamo entrati lo stesso a nostro “rischio e pericolo”, come incitavano le scritte all’ingresso e siamo riusciti a fare qualche foto, prima che un presunto “guardiano” in bicicletta con cagnolino appresso ci cacciasse.
Dato che è evidente che molto, ma molto difficilmente riusciremo ancora a mettere piede in un posto del genere, si provi solo ad immaginare la mia faccia quando il mio negativo torna dal laboratorio e noto che è piegato in mezzo e ha tante altre piegature e segni di dubbia provenienza. Una volta scansionato: BUM. Ero io che con aria sconsolata mi sono accasciata sulla sedia.  Alcuni scatti sono proprio rovinati da graffi [in uno vi è anche uno strappo], da punti di dubbissima provenienza e segni di inceppamento della pellicola che danno una sorta di efferro light leak… dopo varie congetture, che hanno smosso ogni neurone del nostro cervello, siamo arrivati a pensare che la pellicola non fosse stata bobinata bene [per il redscale la pellicola va bobinata al contrario] e che durante questa operazione si sia piegata e rovinata. Probabilmente, sfortuna, ah! La solita! In ogni caso, del colore rosato vintage, nessuna traccia, il redbird è il redscale più rosso e senza mezzi toni che abbia mai visto. Molti scatti sono praticamente da buttare, ma fortunatamente [anche se ho un po’ paura a dirlo], prima che ci cacciassero dal parco sono riuscita a scattare qualche foto con un Velvia scaduto che non ho ancora sviluppato e in cui confido tantissimo [forse non dovevo dirlo, ti prego, Signor Velvia, Fai il bravo!]. Ammetto che sono un po’ timorosa e nella mia testa i alla maledizione del guardiano di Greenland.

Voi, avete mai provato un Redbird della Rollei? qualche consiglio…intanto oggi c’è il sole, ho un Velvia da finire…perfetto! gli altri miei esperimenti fotografici li trovate qui. E…buoni scatti a tutti! 🙂

 
Redbird Rollei 400 iso
Redbird Rollei 400 iso
Greenland, Limbiate anche qui si può notare l'effetto tipo light-leak dovuto ad una piegatura della pellicola
Greenland, Limbiate
anche qui si può notare l’effetto tipo light-leak dovuto ad una piegatura della pellicolaRedbird Rollei 400 iso
Redbird Rollei 400 iso Redbird Rollei 400 iso
Greenland, Limbiate qui...direi che le piegature si vedono bene!

Greenland, Limbiate
qui…direi che le piegature si vedono bene!

Greenland, Limbiate qui si può notare l'effetto dovuto ad una piegatura della pellicola

Greenland, Limbiate
qui si può notare l’effetto dovuto ad una piegatura della pellicola

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BLOG, Fotografia

Le doppie esposizioni con il texture sono legali?

Revolog produce dieci tipi di rullini effettati, uno di questi è il texture, che mi ha sempre affascinato ed intimorito molto. L’ho guardato per mesi, l’ho comprato titubante in un giorno di pioggia, l’ho tenuto nella custodia vicino alla mia Minolta fino ad un giorno con sole e senza impegni. Visto che questi ultimi due fattori sembrano quasi escludersi a vicenda, lascio immaginare quanto tempo sia passato tra il comprarlo e il scattarlo.
Beh, sembra che per strane coincidenze astrali finalmente io ce l’abbia fatta!
Da quanto avevo letto, la texture a bolle, caratteristica del rullino, risulta più evidente nelle parti scure e meno in quelle chiare.
Il Texture è un 200 ISO 35mm.
io l’ho scattato a 100 ISO con la mia Minolta XD5 [ero tentata di usare la sprocket rocket, ma avevo paura che non sarebbe venuto nulla…dati i risultati ottenuti, la paura era fondata!!!]. Poi, ovviamente, mi sia confusa e l’ho fatto sviluppare a 100 ISO…così la mia intenzione di sovraesporre tutto il rullino ha fatto proprio PUFF.
La prossima volta cercherò di ricordarmi, visto che scriverlo sulle mani non funziona più, incollerò fin dall’inizio un adesivo al rullino con scritto: SVILUPPO NOMINALE!!!
Ovvio che il bello di questi rullini, che mi sembra possano essere in realtà DIA, è che una parte è sempre giocata dalla casualità dello sviluppo, ma credo che, sovraesponendo, le bolle non verranno così marcate…me lo fa pensare il fatto che nelle doppie esposizioni, essendo entrata più luce, nella parte chiara  le bolle si vedono molto meno![è legale fare una doppia esposizione con un texture? MAH!]
Anche alcuni di questi scatti si vanno ad aggiungere agli esperimenti analogici . Ed io ho già voglia di sperimentare ancora!

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5 doppia esposizione

Thanks to F64 PHOTOGRAPHY

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BLOG, Fotografia

•Esperi•menti Analogici

ATTENZIONE! QUESTO POST E’ LUNGHISSIMO E PARLA SOLO DI DIVAGAZIONI PERSONALI, VI CONSIGLIO DI ANDARE A GUARDARE DIRETTAMENTE LE FOTO IN FONDO. SE POI VI FANNO SCHIFO E’ PERCHE’NON AVETE LETTO IL POST.

Mi sono appassionata alla fotografia la prima volta che ho visto delle foto di Francesca Woodman, roba da quegli amore da colpo di fulmine, che ti fan venire le farfalle nello stomaco. Da lì, ho impugnato una compatta da 99 euro e 4 pixel, che avevo in casa, e ci sono andata giù di autoscatti e foto a caso, con risultati agghiaccianti.
“E’ perché non ho una reflex!” No, non avevo capito che non avevo capito niente!
Ma con lo stipendio di un mese mi sono comprata una Nikon D80 usata, con cui ho creato più danni che altro. Lo ammetto, si, ero una di quelle ragazzine con la macchina più pesante di lei che girava i concerti degli amici musicisti indierock, che poi sfoggiavano con orgoglio foto di cui io, ora, mi vergogno. Ehvabbhé.
[Ebbene si, quei pochi che hanno resistito fin qui, hanno il permesso di perdere completamente la stima che avevano di me, se ancora l’avevano].
In Erasmus [s]fortunatamente mi hanno rubato la reflex. Credo ancora sia un segno divino o una maledizione lanciatemi da qualche reale fotografo per farmi smettere di produrre immagini spazzatura. In ogni caso ho cominciato a pormi delle domande. Ciò che facevo era decisamente molto lontano dal motivo per cui mi ero appassionata alla fotografia. Non avevo capacità tecniche, lo sapevo, ma io volevo creare, ora e subito[in quanti e quante volte facciamo questo errore? spero in tanti, perché mal comune mezzo gaudio ed io mi sentirei meno in colpa]. Così, sono inciampata in una Diana.
Fotografia Analogica, quella era la soluzione! No, non avevo capito che non avevo capito nulla. Ancora.
Del primo rullino mi saranno venuti due frame, e neanche quelli avevano qualcosa di lontanamente simile alla mia idea di fotografia. Un giorno, ho conosciuto una persona, di cui, ancora prima, conoscevo le foto. Foto che mi facevano dire: “Ma perdincibaccolinadiuncavolettodibruxelles come si fa a fotografare così?!”. Ebbene, quando io e questa persona abbiamo cominciato ad essere qualcosa di più che compagni di merende, la mia passione per la fotografia si è spenta. Perché? beh, cavoli, voi fareste mai biscotti in presenza di un pasticcere? Ci sono voluti mesi perché questa persona mi autoconvincesse [no, non c’è ancora riuscito] che qualcosa nelle mie foto c’era, ma era oppresso dalla mancanza di tecnica, strettamente necessaria [Parola di Nerd]. Perciò ho comprato una Minolta a pellicola e lì, lasciando da parte l’orgoglio e diventando pronta a passare ore a studiare, provare, incavolarmi e riprovare, ho ricominciato a scattare. A sperimentare.
Ora, colleziono le macchine più strane [anche se la mia preferita rimane sempre la Minolta], sto cercando di fare pace con il digitale [con scarsi risultati] e quando esco imbracciando la mia macchina fotografica mi sento leggera, felice. Finché non sviluppo il rullino, quando più della metà delle foto che ho scattato non mi piace. Allora, mi arrabbio e ricomincio, ma non demordo, non voglio farlo più. Quello che cerco di ottenere ora, non è più qualcosa di simile alle foto che vidi di Francesca Woodman anni fa, ma il mondo di Giui. Voglio riportare il mio mondo per farlo vedere/capire agli altri. No, non me l’ha chiesto nessuno, lo so, ma mi piace un sacco rompere le scatole. 😉
Da oggi voglio portare nel mio portfolio i miei esperimenti fotografici, anche se non ne sono pienamente soddisfatta, perché tutto fa parte di un percorso, anche i propri errori.

Qui sotto potete vedere alcune foto dei miei esperimenti analogici, mentre la sezione in costante[si sarà costante!]aggiornamento del mio portfolio la trovate qui.  Buona Giornata e…Se siete tristi provate ad imbracciare una macchina fotografica, a volte, può essere un’ottima terapia! 🙂 
Chiara

kodak color plus200

kodak color plus200

kodak color plus200

kodak color plus200

Sciùra Milanese

 
dedicato ai miei Luciferi Preferiti
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Storie di ordinaria follia di compilatori seriali di parole crociate.

Ho visto gente fare le parole crociate cercando le soluzioni su google. Ho avuto la decenza di non fotografarli.

In ogni caso, ho scoperto che le stazioni sono non-luoghi abitati da moltitudini di compilatori seriali di parole crociate.

Ed ecco, che al mio personale album Storie di ordinaria follia di un pendolare, si sono aggiunti due di questi esemplari.

 

compilatori seriali di parole crociate

compilatori seriali di parole crociate

 

Qui, tanti altri esemplari di storie di ordinaria follia di un pendolare.

 

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BLOG, Fotografia

BANG! [A colpi di foto]

“Non voglio fermarmi mai” penso mentre sto per scrivere:

E’ GIUNTO IL MOMENTO! POSSO FINALMENTE SVELARE UNA COSA BELLISSIMA!

Quando mi hanno chiesto di partecipare a BANG! con il mio progetto fotografico “Can I tell you a Picture?” ho dapprima cominciato a saltellare al telefono e poi ho continuato a saltellare dopo aver messo giù il telefono. Mi sono sentita onorata di partecipare ad una mostra fotografica in una città bellissima come Arezzo e in un contesto così energico come quello di BANG!

Quindi, se da questo week end fino al 3 Novembre vi capita di passare in questa città meravigliosa fate un giro tra le sedi dell’evento, personalmente mi troverete all’Informagiovani. Avrete anche modo di lasciarmi un messaggio!

Un abbraccio, uno di quelli veri, così belli da fotografare e raccontarci su una storia.

BANG! Nuove Generazioni Fotografiche è un contenitore di idee e di risorse diversificate ed eterogenee. è uno strumento di interconnessioni tra realtà diverse del territorio comunale, che si uniscono per interrogare i tempi contemporanei e trovare risposte alle criticità dell’oggigiorno. “BANG!” è una rete informale di soggetti che si connettono e collaborano per riversare le proprie energie sulla citta e sulla popolazione. Due sono i livelli del network: primo, un gruppo di giovani fotografi aretini e non, che uniscono le loro estetiche per ravvivare il clima artistico-culturale di Arezzo; secondo,	un gruppo di giovani imprenditori che mettono a disposizione dei fotografi gli spazi creati con fatica e lungimiranza per esporre le loro opere. “BANG!” è dunque una meta-esposizione, sia di opere artistiche che di imprese innovative e inedite per il territorio aretino.  Il progetto si sostanzia, dunque, in una multiesposizione fotografica e in una rete di attori sociali che si autopromuovono vicendevolmente come esempio di soluzione alla crisi e all’empasse contemporaneo.

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