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In Love with Lomochrome Purple

Raramente sono soddisfatta delle mie foto, forse proprio perciò è uno strano caso del destino, che lo sia quando proprio quando il risultato è frutto di qualcosa andato storto.Meravigliosi inghippi, fortunate coincidenze. E’ successo così con il Lomochrome purple di Lomography montato su una Yashica che non supporta né sopporta le doppie esposizioni…il risultato è stato sorprendente, a mio avviso, migliore di quanto sarebbe stato senza errori tecnici. Sovrapposizioni casuali più azzeccate che se le avessi fatte apposta, che mi hanno poi ispirato nuove composizioni!

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Errori tecnici a parte, anche i colori del Lomochrome purple mi hanno piacevolmente stupita, i suoi nostalgici toni blu/violetti mi hanno letteralmente conquistata. Le gradazioni sono leggermente diverse in alcuni scatti, gioca il fatto che ho scattato il rullino in due momenti diversi molto distanti fra loro, con una luce completamente differente.

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La prima parte l’ho consumata in una giornata di Aprile, durante uno dei primi soli. Qui avevo fatto alcuni esperimenti con le doppie esposizioni, sfruttando il mio pazientissimo modello preferito: Simone.

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Immagine Con il resto del rullino ho giocato le prime giornate di Maggio nel parco pubblico più grande della mia città. Qui, mi sono concentrata sulla Flora, giocando con le forme che si sono mischiate poi ancor più tra di loro….

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…e la Fauna che solitamente abita il Parco. 🙂

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Sul Lomohrome Purple in rete ho trovato altri articoli interessanti, per esempio quello di Holga my Dear o quello di Pretty in Mad.
Voi? avete provato il Lomochrome tanto atteso? Se si, quali sono stati i risultati!?

Beh per concludere…che dire, credo che farò un altro ordine! Avendo già provato il 35mm, ora vorrei dedicarmi al 120mm!
Se volete dare un’occhiata agli altri miei esperimenti analogici, ecco qui!
Buona giornata sui toni del viola!

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Non ti fidar di un RedBird a 400 ISO, NON TI FIDAR!

doppia esposizione Greenland, Limbiate

doppia esposizione
Greenland, Limbiate

…perché al contrario di un bacio a mezzanotte, non ti farà innamorar.
E’ successo che, tempo fa, io e Simone avevamo autoprodotto dei redscale in camera oscura, che scattati a 50 ISO mi hanno conquistato per quelle tonalità vintage che fanno invidia al miglior filtro lightroom.
Così, settimana scorsa quando, arrivati a Limbiate per la nostra gita fotografica, mi sono accorta di avere montato il Rollei Redbird, anche se a 400 ISO, mi sono fidata e ho scattato tranquillamente. Ogni tanto sentivo che la mia Minolta arrancava, ma, pensando fosse una mia impressione, presa com’ero dall’eccitazione del momento, non mi sono preoccupata più di tanto…
Innanzitutto, fermi tutti, un  po’ di storia sul luogo della gita fotografica:
Greenland o “Città satellite” è nato come luna park stabile nel 1964 su un’area di 374mila m² di proprietà di G. Brollo in collaborazione con S. Sardena. Raggiunge il suo massimo splendore negli anni ottanta, ma a causa di difficoltà gestionali e irregolarità in tema di sicurezza e di igiene nel 2002 viene sottoposto a sequestro giudiziario, viene richiuso nell’estate 2008 a causa di un contenzioso tra la vecchia e la nuova proprietà e inizia così la decadenza dell’intera struttura. Viene poi definitivamente messo all’asta da parte del Tribunale di Milano. Nell’ottobre 2009 è stato presentato il progetto di riqualificazione del parco divertimenti e delle zone adiacenti. Ora è completamente in degrado, recintato e chiuso da vari lucchetti..noi siamo entrati lo stesso a nostro “rischio e pericolo”, come incitavano le scritte all’ingresso e siamo riusciti a fare qualche foto, prima che un presunto “guardiano” in bicicletta con cagnolino appresso ci cacciasse.
Dato che è evidente che molto, ma molto difficilmente riusciremo ancora a mettere piede in un posto del genere, si provi solo ad immaginare la mia faccia quando il mio negativo torna dal laboratorio e noto che è piegato in mezzo e ha tante altre piegature e segni di dubbia provenienza. Una volta scansionato: BUM. Ero io che con aria sconsolata mi sono accasciata sulla sedia.  Alcuni scatti sono proprio rovinati da graffi [in uno vi è anche uno strappo], da punti di dubbissima provenienza e segni di inceppamento della pellicola che danno una sorta di efferro light leak… dopo varie congetture, che hanno smosso ogni neurone del nostro cervello, siamo arrivati a pensare che la pellicola non fosse stata bobinata bene [per il redscale la pellicola va bobinata al contrario] e che durante questa operazione si sia piegata e rovinata. Probabilmente, sfortuna, ah! La solita! In ogni caso, del colore rosato vintage, nessuna traccia, il redbird è il redscale più rosso e senza mezzi toni che abbia mai visto. Molti scatti sono praticamente da buttare, ma fortunatamente [anche se ho un po’ paura a dirlo], prima che ci cacciassero dal parco sono riuscita a scattare qualche foto con un Velvia scaduto che non ho ancora sviluppato e in cui confido tantissimo [forse non dovevo dirlo, ti prego, Signor Velvia, Fai il bravo!]. Ammetto che sono un po’ timorosa e nella mia testa i alla maledizione del guardiano di Greenland.

Voi, avete mai provato un Redbird della Rollei? qualche consiglio…intanto oggi c’è il sole, ho un Velvia da finire…perfetto! gli altri miei esperimenti fotografici li trovate qui. E…buoni scatti a tutti! 🙂

 
Redbird Rollei 400 iso
Redbird Rollei 400 iso
Greenland, Limbiate anche qui si può notare l'effetto tipo light-leak dovuto ad una piegatura della pellicola
Greenland, Limbiate
anche qui si può notare l’effetto tipo light-leak dovuto ad una piegatura della pellicolaRedbird Rollei 400 iso
Redbird Rollei 400 iso Redbird Rollei 400 iso
Greenland, Limbiate qui...direi che le piegature si vedono bene!

Greenland, Limbiate
qui…direi che le piegature si vedono bene!

Greenland, Limbiate qui si può notare l'effetto dovuto ad una piegatura della pellicola

Greenland, Limbiate
qui si può notare l’effetto dovuto ad una piegatura della pellicola

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Le doppie esposizioni con il texture sono legali?

Revolog produce dieci tipi di rullini effettati, uno di questi è il texture, che mi ha sempre affascinato ed intimorito molto. L’ho guardato per mesi, l’ho comprato titubante in un giorno di pioggia, l’ho tenuto nella custodia vicino alla mia Minolta fino ad un giorno con sole e senza impegni. Visto che questi ultimi due fattori sembrano quasi escludersi a vicenda, lascio immaginare quanto tempo sia passato tra il comprarlo e il scattarlo.
Beh, sembra che per strane coincidenze astrali finalmente io ce l’abbia fatta!
Da quanto avevo letto, la texture a bolle, caratteristica del rullino, risulta più evidente nelle parti scure e meno in quelle chiare.
Il Texture è un 200 ISO 35mm.
io l’ho scattato a 100 ISO con la mia Minolta XD5 [ero tentata di usare la sprocket rocket, ma avevo paura che non sarebbe venuto nulla…dati i risultati ottenuti, la paura era fondata!!!]. Poi, ovviamente, mi sia confusa e l’ho fatto sviluppare a 100 ISO…così la mia intenzione di sovraesporre tutto il rullino ha fatto proprio PUFF.
La prossima volta cercherò di ricordarmi, visto che scriverlo sulle mani non funziona più, incollerò fin dall’inizio un adesivo al rullino con scritto: SVILUPPO NOMINALE!!!
Ovvio che il bello di questi rullini, che mi sembra possano essere in realtà DIA, è che una parte è sempre giocata dalla casualità dello sviluppo, ma credo che, sovraesponendo, le bolle non verranno così marcate…me lo fa pensare il fatto che nelle doppie esposizioni, essendo entrata più luce, nella parte chiara  le bolle si vedono molto meno![è legale fare una doppia esposizione con un texture? MAH!]
Anche alcuni di questi scatti si vanno ad aggiungere agli esperimenti analogici . Ed io ho già voglia di sperimentare ancora!

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5

Texture, Minolta XD5 doppia esposizione

Thanks to F64 PHOTOGRAPHY

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