Aperitivi Immaginari, Architettura, Art, BLOG, Design, Fotografia

L’APERITIVO DEL VENERDì COL SIGNOR CILDO MEIRELES [di sinestesia ed altre metafore liriche]

Cildo sorseggia lentamente una Caipirinha, perché dai, tutti se ci immaginiamo Cildo Meireles sorseggiare qualcosa è sicuramente una Caipirinha, mentre io non tradisco il mio fedele bicchiere di vino rosso fermo.
Ed è sempre sorseggiando che entriamo in un labirinto di trasparenze, in cui materiali trasparenti ma esiziali intralciano il passaggio ma permettono alla mia vista di scorrere oltre. L’occhio arriva a toccare quel che il passo non riesce a raggiungere. Sotto ai piedi lo scricchiolio di vetri, si, sono proprio vetri quelli che sto calpestando, frammentando coi miei stessi passi…cerco di romperli con attenzione, ma come si fa a rompere qualcosa con attenzione?
Cildo: “La senti? questa sensazione che provi è  l’attenzione che mette in allerta i tuoi sensi, per non correre il rischio di farti male. Sei in uno stato di allerta, che ti rende più ricettiva ed è questo lo stato perfetto per cogliere quello che ti voglio mostrare. Questi ostacoli sparsi nel labirinto sono le situazioni quotidiane di limitazione che esperisci durante il tuo percorso interiore, ma sono ostacoli che puoi spezzare fisicamente, come stai facendo coi vetri sotto i tuoi piedi per arrivare dove già da prima sei arrivata col tuo sguardo”

Atraves

senza titolo-001-2Através (1983-1989)Reti da pesca, voile, vetro rinforzato, reti da bestiame, carta, veneziane, sbarre, tralicci di legno, acquario, reti, filo spinato, catene, corda, cellophane…

G: “Signor Cildo non mi parli di ostacoli, io sono un mago nella rottura di vetri, oltre che di ostacoli, faccio della paura la prima arma per rompere i miei limiti…finché a volte non mi paralizzo completamente, può succedermi spesso davanti ai ricordi”
C: “I ricordi non si possono gestire, sono evocati da aspetti che a noi possono sembrare insignificanti, ma che per qualche oscura ragione mettono in atto questo meccanismo, secondo il mio parere uno degli elementi che permette di innescare questo meccanismo è la sinestesia, l’accostamento di piani sensoriali diversi”
Babel, 2001 apparecchi radiofonici di varie epoche accesi su decine di canali radiofonici diversi trasmessi simultaneamente

G: per me uno degli elementi più importanti che evoca i ricordi è l’odore, come quello che sento in questo momento, che addirittura mi evoca ricordi non miei, ma che posso immaginare.
C: “questo odore pungente è quello della storia americana che si edifica sulle ossa di ciò che ha distrutto. E’ l’odore delle 3 tonnellate di ossa di bue, delle 70.000 candele di paraffina di cui è costituito questo muretto che racchiude quel tepee creato con 6000 banconote dei diversi paesi americani. Invece, il rumore che senti è una sega elettrica, come quella che è stata usata per la distruzione delle foreste.  “Mi piace utilizzare i materiali per quello che sono e per quello che simboleggiano. Per questo uso dei materiali che le persone possano riconoscere immediatamente”.

Olvido

Olvido Olvido (1987-1989) Legno, 70.000 candele di paraffina, carbone, 3 tonnellate di ossa di bue, tepee indiano realizzato con 6.000 banconote di paesi americani, casse, lampada.

C: Fragilità e pericolo, che si percepiscono solo se si sperimentano su stessi. Solo attraverso questa esperienza si può capire davvero di cosa voglio parlare. Come il “camminare sulle uova”, 22.000 per la precisione, con un soffitto di proiettili che incombe, come un letto di aghi pronto a trafiggerci. non so se hai mai provato questa sensazione.
G: in realtà credo che l’abbiano provata tutti almeno una volta nella vita, questa sensazione di fragilità, come direbbe un mio amico “sometimes i feel like I’m made of eggshell”

Amerikka Amerikka Amerikka Amerikkka (1991-2013) 22.000 uova di legno dipinte con resina poliuretanica, 55.000 proiettili svuotati, legno, ferro

C.”Un’altro aspetto che mi interessa particolarmente è la contrapposizione degli opposti, di come essi si contaminano, come qui, vedi: una volta vi erano uno spazio bianco ed uno spazio nero, ma il passaggio delle persone da un ambiente all’altro li ha fatti diventare dello stesso colore”

Cintia Cintia
Cinza (1984-1986) Acrilico su tela, gesso, carbone, cavi, corda, ferro

Proseguiamo per la nostra passeggiata, ad un certo punto C. estrae dalla tasca una bustina con dentro due ghiaccioli ed io penso: “Non credevo fosse una persona così gelida!” [Ma si Sto arrivando!, questo è un sogno e nei sogni possono accadere le cose più impensabili], porge la stessa bustina anche a me e mi chiede di chiudere gli occhi e di mangiare i ghiaccioli quando me lo dirà lui. Lo seguo, sento che stiamo avanzando verso un rumore assordante e che man mano che ci avviciniamo un’aria calda mi viene incontro, quando sento “ORA”, mangio i ghiaccioli ed apro gli occhi. E’ in questo momento della mia vita, che capisco il vero significato della parola SINESTESIA. Non c’è definizione dello Zanichelli o della Treccani che tenga, per spiegare il significato di questa parola, bisogna entrare qui, in Entrevendo. Un’intera esperienza sensoriale.
I cubetti di ghiaccio si sciolgono e noi usciamo da questo tunnel di legno e andiamo oltre, io mi porto dietro un ricordo in più.

Entrevendo Entrevendo(1970-1994) Termoventilatore, tunnel di legno, pezzi di ghiaccio

G: “Mi sembra di sentire il rumore del mare, non riesco a capire da dove proviene, ah ecco forse da li.”
C. mi accompagna verso il luogo da cui proviene il rumore ed entriamo in uno spazio immersivo. Un pontile che sia affaccia su un’apparente distesa d’acqua.
C:”Ecco, è proprio da qui che proviene, ma non è Il mormorio del mare, è quello di voci che sussurrano la parola ‘Acqua’ ripetuta in 85 diverse lingue.”
Guardando bene sotto di me, mi accorgo che quello che percepivo da lontano come movimento è  in realtà statico e ciò che credevo fosse liquido è solido.
G:”e questa quindi, non è acqua, ma l’idea di colore del mare?”
C: “Si, esatto. E’ una distesa di fascicoli aperti, tutto questo spazio in cui siamo non è altro che “una sorta di realtà virtuale low-tech. E’ un gioco sin-estetico di percezioni.

MarulhoMarulho (1991-1997)  Rampa di legno, libri, traccia audioNon riesco quasi ad abbandonare questo posto, in così poco tempo è riuscito a crearmi per lui nostalgia, la stessa che ho per l’elemento del mare. Sono piena di emozioni contrastanti, fragili ma in equilibrio tra loro. Adesso mi alzo, mi dico seduta su questo pontile atemporale, mentre osservo C. che mi saluta con un cenno e diviene sempre più del colore del mare intanto che cammina sul pontile e oltre.

senza titolo-001La conversazione qui riportata è assolutamente immaginaria e rispecchia le mie opinioni e comprensioni circa il mio personale studio sulla figura di Cildo Meireles e la visita alla personale dell’autore intitolata: “Installations” a cura di Vicente Todolí, che si è svolta  dal 27 marzo al 20 luglio 2014, presso HangarBicocca, via Chiese 2, Milano

Giui

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G R A Z I E ! [per i vostri ricordi, per le nuove esperienze]

Ricordi?

Con terribile, mostruoso, impietoso, inescusabile ritardo, ecco, anche io parlo di come è andato Tendenze quest’anno.
Preferisco non proferire parola sul mio ritardo, anche se spero, che definendo ritardo come “prendersi un po’ più cura di se stessi ed evitare le cose fatte di fretta” io possa in qualche modo essere capita, giustificata no eh, ma magari capita…

Tendenze anche quest’anno mi ha fatto tanti regali e ne sono davvero felice, visto e considerato che è l’ultimo, che ha chiuso per me un susseguirsi di emozioni e progetti, uno dopo l’altro.
Io, ma non solo io, come me molti ragazzi di Piacenza, con Tendenze ci sono cresciuta. Tendenze è stato spettatore dei miei turbamenti di gioventù, dei miei sfaceli, delle mie ubriacature, ma anche dei miei amori, delle mie avventure e dei miei primi esperimenti artistici…come posso non volergli così bene?
ancora prima che si spostasse a Spazio 4 è stata una “manifestazione-luogo” in cui ho pianto e riso come non mai.

Tendenze

LibertàLibertà
Sono orgogliosa anche quest’anno di questo coraggioso tentativo di street art, che come ho spesso già detto, “Esporre” in un luogo non tradizionale può avere delle controindicazioni: stai offrendo un messaggio a chi non ha chiesto che gli venisse offerto.
Se entro in un museo o in una galleria d’arte sono io che sto scegliendo di ricevere il messaggio e presumibilmente corpo e animo sono predisposti ad ascoltare.
Se invece mi imbatto casualmente in un-qualcosa-non-ho-ben-capito-cosa-che-aspira-ad-essere-messaggio artistico non sempre il mio corpo o la mia anima sono nel momento giusto per ascoltare.
Potrei essere troppo triste, troppo felice, troppo depresso, troppo ubriaco, troppo stanco o troppo indaffarato [ma se sostituisco troppo con “non abbastanza” il significato non cambia] per poter/voler prestar attenzione a ciò che mi trovo davanti.
Beh, perdincibacco, è proprio questa la problematica ma fascinosa sfida della Street Art e simili!”  E così non mi resta altro che ringraziare chi ha scambiato i propri Ricordi con i miei e quelli di altri. Perché ecco come funzionava Ricordi:
Una “sistema-bacheca” che comprende vasetto di zuccherini, materiale per scrivere e bacheca con appesi 4/5 ricordi con delle puntine. Chi vuole scrive un proprio ricordo e lo sostituisce con uno appeso, in questo modo, vi è un circolo di ricordi continuo. Ognuno si porta a casa l’esperienza di uno sconosciuto e regala la propria a qualcuno che non conosce.
Ciò, nasce dall’idea che credo non vi sia regalo più bello se non quello di condividere.
Condividere esperienze.
cosa importa se lo fai con sconosciuti, anzi tanto meglio!
🙂
Ed ecco alcuni dei regali più belli che mi ha fatto quest’ultima edizione di Tendenze.
Io non so chi siete, ma vi sono grata per avermi regalato un pezzo della vostra storia, lo custodirò con cura, con la quale si custodiscono i più grandi tesori.
Volevo ringraziare di nuovo poi, tutti coloro che hanno reso questa magia possibile, tutti i ragazzi di 29100 ch sin questi anni hanno fatto in modo che tendenze diventasse un fulcro di creatività, musica e vita-Grazie Ragazzi!
Ricordi? è spiegato meglio in modo meno colloquiale e [forse] a sproposito qui.

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Ricordi ?

Dopo un “capitolo pacco” del libro di Museologia ce n’è uno interessante.
Non è vero.
Non è assolutamente vero.
E’ la mia voce che maledice la sessione di Settembre, soprattutto maledice me medesima, per essermi lasciata un esame da dare!
Ehi G. ma ti ricordi come eri incasinata a Luglio, non ce l’avresti potuta obiettivamente fare a darlo, no?
Ehi, Voi vi ricordate di Tendenze? questa domanda potrebbe sembrarvi assolutamente incoerente con quello scritto finora e forse lo è, lo ammetto. In realtà però è il contrario, è quello che vi ho detto prima che non c’entra nulla con quello che devo dirvi! Evviva! 
Per gli smemorati Tendenze è il Festival Musico-Artistico che ci piace di più di tutta Piacenza e zone limitrofe!
beh, con grande, immenso rammarico, sembra che questo sia l’ultimo anno che si svolgerà, almeno sotto la direzione dei ragazzi di 29100, cari ragazzi ed anche un po’ pazzi, che da tre anni a questa parte mi invitano a partecipare all’evento con le mie strambe invenzioni. 

No, non li minaccio, lo fanno di loro spontanea volontà, giuro!
Così anche quest’anno vi tocca: volenti, dolenti, nolenti vi subirete l’ennesima mia presenza.

Come è successo per il Cavallo Salvasogni e la Girandola Scacciapensieri, quest’anno avviene per Ricordi?

Di che razza di diavoleria si tratta? 

Ricordi?

Alla ricerca del nostro tempo perduto, attraverso il sapore di un ricordo, come avviene con la “madeleinette” Proustiana.
Come il gusto può trasportarci indietro nel tempo? Se la dolcezza che si scioglie in bocca diventa il legame per ricollegarsi alla dolcezza di un momento, che scivola dalle mani su un foglio bianco e si trasforma in memoria, nasce “Ricordi?”.

Non avete capito nulla di quello che ho scritto?

BENE, MOLTO BENE!

Vi tocca venire a vederlo allora, come sempre, carichi di una buona dose di poesia e voglia di tornare un po’ bambini, lasciando la rigidezza e la serietà ai futuri Lunedì invernali.

Un Abbraccio, di quelli forti, che portano indietro nel tempo.

Giui.

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GIUI per Contest-i Urbani

Ed ecco, l’avevo promesso, a Settembre sarei tornata!
Non immaginavo poi, che l’avrei fatto veramente il primo Settembre e che l’avrei fatto così rigenerata [mentalmente eh, perché in due giorni ho già accumulato le solite ore di sonno perso!].
Ci sono tante cose che vorrei scrivere…attenti ad incontrarmi per strada in questi giorni perché potrei essere più logorroica del solito, sfinirvi con una dose fuori misura di allegria, nonostante io stia crollando dalla stanchezza.
Perché è questo il regalo più grande che mi ha fatto quest’estate, un pieno di energia, che mi fa andare oltre la stanchezza fisica.
Comunque, visto che sono, come sempre, riuscita a scrivere quasi due paragrafi senza arrivare al punto, ecco che mi costringo a farlo: vi voglio parlare di un concorso, a cui ho partecipato con un mio progetto questa primavera, i cui esiti sono tardati ad arrivare, tanto che quando mi è arrivata la mail in cui mi comunicavano che purtroppo non avevo vinto il primo premio, ma che il mio progetto era comunque stato segnalato come meritevole, quasi non mi ricordavo più di aver partecipato!
Mi hanno spiegato che purtroppo per motivi di budget solo il primo posto poteva avere una ricompensa in denaro, ma che il progetto viene tenuto in riserva per l’eventuale realizzazione un domani, in cui se ne presentasse l’occasione. 
[E poi cosa te ne fai del denaro, quando ottieni la gloria?! -Dai su, sto cercando di sdrammatizzare il fatto che, per coincidenza, alla maggior parte dei concorsi a cui ho partecipato, arrivo prima solo se la ricompensa non è in denaro, cosa che mi fa pensare che vivrò sorridente, premiata ma squattrinata, come un vero artista insomma!]
Mi hanno chiesto inoltre di partecipare all’inaugurazione della mostra che si terrà oggi presso la Biblioteca Passerini Landi a Piacenza, con le tavole del progetto, di cui ora, ahimè mi spiace per voi, non verrete sottratti dalla spiegazione.
Fortunatamente sono riuscita a partecipare, solo perché l’associazione Quantic Art, che organizzava il contest è riuscita a posticipare per me la consegna dei bozzetti, che doveva avvenire il giorno in cui tornavo dalle vacanze. E’ stata come sempre una corsa all’ultimo minuto, che ho deciso di fare, proprio perché mi hanno fatto notare che l’assessore Giulia Piroli e la giuria tenevano che io partecipassi, nonostante mia madre ieri sera all’una di notte, quando sono tornata a casa dopo 16 ore di lavoro mi abbia detto: “io non so perché perdi tempo con queste cavolate, non è meglio che ti riposi un po’? tanto non ci guadagni nulla”.
Sulla diatriba ho ragione io o ha ragione mia madre, ci aggiorniamo tra 30 anni, nel frattempo, per ulteriori deliranti sviluppi, rimanete connessi.

Alle 15:00 avrò la conferenza stampa, che, per chi mi conosce, sa che per me sono come le visite dal dentista, che, per chi mi conosce, sa che sono come gli esami di statica, che, per chi mi conosce, sa che sono come i pranzi coi parenti in cui cerco di spiegare a mia nonna perché non mangio più carne, che, per chi mi conosce, sa che sono come le conferenze stampa in cui mi sento sempre a disagio.
E Adesso, ecco un’immagine del progetto, a cui, lo ammetto, tengo tanto, ma sono appena tornata dalle vacanze, sono buona, ve ne do solo un assaggio, invece se lo volete approfondire potete andare qui.
Ovviamente sono aperta a critiche e suggerimenti, anzi ve ne sarei molto grata se voleste darmene.
Vi auguro un inizio di settimana e di Settembre che sia una rinascita creativa, che parta dalle piccole cose!
E per chi c’è ci vediamo oggi alle 15 alla Biblioteca Passerini Landi a Piacenza!

fa[miliari]

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Emotive Portraits

“Giui is [not] an artist” non è solo un portfolio online, ma col tempo è diventato un piccolo raccoglitore di esperienze, degli impacciati progressi quotidiani dei miei progetti, ma anche delle rilevanti scoperte che faccio ogni giorno. Ecco perché oggi voglio parlarvi di questo progetto artistico scovato casualmente sul web [evviva il potere della rete, del “fare rete”!], che ritengo molto interessante:

Emotive Portraits

ImmagineImmagineProprio in questo periodo la mia produzione artistica si sta concentrando sui ritratti, che vogliono mostrare ciò che vi è dietro ai tratti fisici, forse è proprio per questo, che sono rimasta così affascinata da “Emotive Portraits” di Andreaa Hartea [ha un tumblr bellissimo, correte a dargli un’occhiata!]. Ciò che mi ha attratto di più è l’approccio così istintuale che Andrea utilizza per indagare “l’altro” [cosa che ad una anima cervellotica come me non sarebbe mai venuta in mente, ma non è  proprio per questo che l’arte avrà sempre risvolti imperscrutabili? essa è l’espressione più personale di concetti riformulati attraverso la propria soggettività].

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Si, lo so, non vi ho ancora detto che cosa fa quest’artista, ma volevo prepararvi bene al colpo.  Il rivoluzionario progetto di Andreaa si basa su un dialogo con il subconscio, dettato da uno stato di trance, su colui che sta ritraendo. Il risultato è un’opera, un quadro, o meglio, un’impronta emotiva, di una certa dimensione [data dall’idea che il soggetto ha per il proprio ego] e colori, dipinta su un foglio di poliestere siliconato, fissato su una tela monocromatica, il cui colore è determinato dall’esperienza più significativa che l’artista coglie durante il processo di ipnosi. 

Insomma, istinto come strumento per conoscere se stessi e gli altri.

La trovo un’idea bellissima.

Per ora il progetto vuole indagare la psiche di artisti contemporanei e fino ad oggi quelli coinvolti sono: Masbedo (Jacopo Bedognie e Nicolò Massazza), Vedovamazzei (Mariastella Scala e Simeone Crispino), Pietro RuffoLuca VitoneVincenzo CastellaValerio BerrutiNunzioSilvio WolfPistoletto.

ImmagineSe anche voi come me siete rimasti entusiasti, potete aiutare quest’artista a continuare il suo progetto, che si trasformerà in un libro raccolta, attraverso una campagna fondi sulla piattaforma Kickstarter fino a settimana prossima!

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Quando è stata l’ultima volta che ti sei preso il diritto di sognare?

E aggiungerei: Quando è stata l’ultima volta che ti sei preso il diritto di sognare, senza sentirti in colpa?  Magari perché l’hai confuso con un fantasticare inconcludente?

La frenesia della quotidianità spesso è proprio il freno inibitore peggiore per l’avverarsi del nostro futuro. Perché sognare non è una perdita di tempo, ma è la benzina per migliorarci.

Cosa mi spingerebbe a lavorare 26 ore in un weekend, se non pensassi che è solo un piccolo sacrificio momentaneo, per porre le basi dell’avverarsi del mio obiettivo? Sarei già impazzita, anzi no, quello forse lo sono già, ma sarei sicuramente molto più triste.

Quindi, a che punto stanno i vostri sogni!? Gli avete dedicato la cura necessaria, li avete coltivati con amore e passione e magari crescendo si sono evoluti ed hanno loro stessi preso una forma, che non vi aspettavate?

A me è successo proprio così, mentre li accudivo, senza neanche me ne accorgessi si sono trasformati ed ora mi sembrano ancora più belli di prima.

Perciò, Sognate!

Fantasticate sul treno mentre tornate a casa da una giornata stancante, sotto la doccia mentre lavate via tutte le frustrazioni. Per aiutarvi ascoltate tanta buona musica e dedicatevi almeno cinque minuti al giorno. Scrivetevi su un foglio gigante il vostro obiettivo e appendetelo di fronte al letto, in modo che ogni mattina avrete ben chiaro perché vi state alzando.

Se avete bisogno di un aiuto in più, potete scaricare le schede qui sotto, scrivere dietro qual è il vostro sogno e venirlo ad infilare questo venerdì all’Alzaia Naviglio Pavese dentro la tasca del Cavallo SalvaSogni. Io ci sarò e se vorrete raccontarmi il vostro sogno di persona, vi ascolterò volentieri. Perché la passione per la vita è contagiosa e ci aiuta ad appassionarci di più alla nostra stessa!

Se non riuscite a passare, potete sempre stampare le schede, scrivere il vostro sogno e spargerle dappertutto, dove vi capita: Un libero circolare di speranze per autoesaltarci a non mollare mai in questi tempi difficili!

Ecco le schede e che sia una Buona Giornata!

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• L’inerme Arma •

A[r]miamoci. Armarsi per Amarsi. Giorno dopo giorno voglio costruirmi un “bell’armamentario” per proteggermi dall’esterno. Perché le insidie alla gioia sono costanti e pericolosissime, lo si impara a proprie spese. Così, in una giornata grigia con il sole nascosto dietro alle nuvole è nata l’ennesima Invenzione Gentile e Assolutamente inutile:  Ecco a voi “L’Inerme Arma”.

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Caratteristiche principale di “L’inerme Arma” sono che è un’arma di difesa e non di attacco. Di difesa contro i succhiatori di energia, che possono essere di qualsiasi tipo: il lavoro/l’università che non ti piace e non vorresti fare, gli individui di poca fantasia che copiano senza troppa cura, gli amici poco amichevoli che sfruttano le tue idee, quelli a cui vieni in mente soprattutto quando hanno bisogno di qualcosa, quelli che ti vedono come competitore prima che amico, i genitori che non accettano le tue scelte perché le vedono solo come diversità, ai parenti che  invece che così ti vorrebbero sposato con due figli e laureato e soprattutto non tatuato, chi si approfitta della tua patologia “del non riuscire a dir di no”, il datore di lavoro che pretende sempre di più e da sempre meno, la società che di sociale ha ben poco, ma anche i limiti fisici che arrivano prima di quelli mentali e tanto, tanto altro….ognuno sa cosa gli succhia le energie e serviva qualcosa per fermare questo sopruso!

ImmagineNel mio petto ogni giorno c’è qualcosa che brilla rosso e fulgente, come una fiamma che brucia, e anche se qualcuno che passa mi guarda dall’esterno non la vedrà, nè io farò nulla perchè possa vedere. Io sono fatta di un enigma incandescente. Nascondo un mistero enorme, molto più grande del mistero dell’universo.
In realtà tutte le persone sono così, ma il fatto è che io ne sono già consapevole.
E tutto questo scintillio, come di una pietra preziosa gigantesca, appartiene soltanto a me.
[“Chie-Chan ed Io”, Banana Yoshimoto]

E’ per questo che ho deciso che “L’inerme Arma” dovesse sparare colore rosso e fulgente, come ciò che ogni giorno brilla nel petto di ognuno di noi, che è ciò di cui più dobbiamo prenderci cura. All’esterno è dorata, come ciò che contiene la nostra fiamma.

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Quando sentite che qualcosa/qualcuno vi sta succhiando energia: SPARATE. Il colore invaderà lo spazio e le persone. E a voi ricorderà della vostra anima rossa e fulgente da proteggere.

Buon Lunedì!

PS: Scusate, i link musicali punk sono venuti naturali. Forse non si può essere più punk dopo i 18 anni? Beh, nel caso fosse veroperdavvero non resta che costruire “Invenzioni gentili e assolutamente inutili” per continuare la propria rivoluzione personale.

foto di Simone Berna 

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Il Cavallo SalvaSogni @Who Art you!

Settimana Scorsa in uno di quei momenti grigi scuri, quasi neri….DRIIIIN DRIIIIN mi squilla il telefono. Rispondo, ascolto, mi tremano le mani, arrossisco e balbetto [mio atteggiamento usuale quando apprendo certe notizie], insomma, faccio proprio la figura di un famoso titolo di Dostoevskij, riaggancio e mi sfogo con il consueto balletto della felicità. Fortunatamente, in casa, non era presente nessuna delle mie coinquiline o avrebbero perso le poche speranze che ormai riponevano nella mia normalità.

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Sta di fatto che, ECCO, mi hanno comunicato che ho passato le prime selezioni con la mia scultura “ll Cavallo SalvaSogni” per la mostra/contest WHO ART YOU? che mi da diritto di partecipare, insieme agli altri artisti selezionati, il 23 Maggio presso l’Alzaia Naviglio Pavese [siiiii, questo luogo mi vuole bene!!! è dove avevo esposto l’anno scorso per il fuorisalone l’installazione “COLTIVIAMO[CI]” ] ad una mostra collettiva/evento! Tra gli 80 artisti della prima selezione ne verranno scelti 12, che avranno diritto ad una mostra personale di una settimana in una galleria d’arte Milanese e la possibilità di essere scelti per una mostra a Londra! Eh, lo dico subito, nel caso, abbastanza considerevole, io non passi le altre selezioni, sarà stata si una buona esperienza, ma avrò bisogno di una di quelle dosi di abbracci massicce figurate e non. Perciò, se avete o avreste voluto almeno una volta infilare il vostro sogno nella tasca del cavallo SalvaSogni, support Giui, please!

cavallosalvasogni2
La scelta sarà fatta da una giuria selezionata, non dal pubblico, ma un vostro supporto sarà il mio cuscino morbido su cui atterrare per non farmi troppo male. E ricominciare di nuovo a sognare. Sinceramente, per svariati motivi, ero indecisa se partecipare o no a questo concorso, è stata una mail arrivata da lontano che mi ha convinto a non perdere questa occasione…è qui che mi sono resa conto di quando sia importante il supporto delle persone che abbiamo intorno. Finora sono stata davvero fortunata, perché amici di vecchia data e nuove conoscenze virtuali mi danno coraggio ogni giorno per continuare a credere in ciò che faccio. E quando “eccessivi concentrati di realtà (come l’affitto da pagare, problemi di salute, angosce sul lavoro e chi più ne ha, più ne metta)” si manifestano nello stesso periodo, si è tentati di smettere di sognare. E’ questo il momento in cui abbiamo più bisogno di energia positiva, di vedere che, intorno a noi, tanta gente crede in ciò che facciamo. Supportarsi a vicenda, anche attraverso un piccolo gesto ha un potere immenso, scatena un effetto farfalla, che ci fa sentire più leggeri!

Vi auguro una buona, ottima giornata, di camminare sempre un po’ coi piedi leggermente staccati da terra e di continuare a credere nei vostri sogni….

Il cavallo SalvaSogni

Giui

 

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Tra fili colorati e sensazioni il mio primo autoritratto.

Vi ricordate di “Profili”? Ne ho parlato un po’ di tempo fa, un progetto artistico legato ai colori e alle loro relazioni con le nostre sensazioni.
Ho cominciato con un mio autoritratto, che ora posso finalmente mostrarvi. Curioso, che sia il primo autoritratto della mia vita, alla scuola d’arte che ho frequentato per un po’ parallelamente al liceo ho disegnato di tutto, da gessi impolverati e miei compagni di sventura, ma mai me stessa. Dovevo aspettare i 25 anni per riuscire ad affrontarmi. Beh, intanto che io analizzo questa cosa e faccio ipotesi psico-scientifici-poco-attendibili sulla cosa, ecco il risultato:
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Porta con sè le imperfezioni dei primi esperimenti, le ore piccole della mia insomnia, le dita bucate dalla mia frenetica voglia di finire!
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Ora sto già cominciando un nuovo “profilo”, questa volta un ritratto di una persona cara che si è prestata al “gioco” [se anche voi siete abbastanza fuori di testa per farlo, scaricate la scheda in allegato al post e inviatemela compilata a giui.giuliarusso@gmail.com]
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Per le foto si ringrazia, come sempre, Simone berna. 🙂
Buona giornata colorata a tutti voi!
…ed ecco la scheda! come funziona? Alla fine di ogni giornata, per un mese, pensate alle emozioni che avete provato e mettete dei pallini nell’area di colore che rappresenta quello che sentite [per esempio, oggi è stata una giornata in cui mi sono sentita molto attiva, propositiva e felice, ZAC, un puntino nell’area arancione e uno in quella gialla!]. Le parole che trovate scritte sono solo dei “sintesi”, che magari possono aiutarvi a focalizzare il colore nella vostra mente all’inizio, ma non vanno prese come una regola, assolutamente!
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Profili ● NEW PROJECT ●

Da un po’, anzi, forse da un bel più di un po’, sto lavorando ad un progetto che lega i colori e le sensazioni, in particolare, il collegamento che vi è tra loro, come i primi influenzino le seconde e viceversa. Dopo aver letto molto a riguardo, son arrivata ad una mia sintesi personale. Tutto ciò per raggiungere l’obiettivo di stilare un profilo fisico e psicologico di una persona, in un certo suo periodo di vita. Tutto ciò realizzato attraverso il ricamo, passione che mi sta sempre di più coinvolgendo [cos’è che mi piace del ricamo? soprattutto, il suo eroicismo] e la fotografia, altra mia grande passione.
La fiber art mi ha sempre attratto moltissimo, adoro letteralmente i lavori di M. Anzeri, che attraverso il ricamo disegna le auree di sconosciuti, ritratti in fotografie vintage da lui ritrovate, ma anche quelli di artisti meno noti come Mana Morimoto o Marìa Aparicio.
Da tutto ciò, dopo innumerevoli prove, tentativi miserabilmente falliti, dita bucate ed esperimenti di stampe a mano attraverso le più improbabili metodologie, ecco il primo risultato, un work in progress di un autoritratto.

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Come funziona?
Per un mese, ho raccolto i miei stati d’animo, li ho classificati in base ad un colore, che ho trasformato in un motivo ricamato su una tela con una mia foto stampata. [foto di Simone Berna]. Quello che verrà fuori sarà un profilo psicologico e fisico della mia persona tra il 3 Febbraio e il 3 Marzo 2013.
Quest’opera fa sempre parte del personale percorso che sto facendo sul concetto di consapevolezza, parola cardine per il mio 2000 e 14. Spesso mi sono obbligata ad essere serena, felice, contenta, positiva e propositiva, arrivando fino ad arrabbiarmi con me stessa quando non riuscivo ad esserlo. Mi sono vergognata e colpevolizzata per un sentimento come la rabbia perché sentimento negativo. Ma il problema, è chiaro, non è possibile essere sempre al massimo, non avere mai un momento di sconforto, riuscire ad essere ben predisposti nei confronti di chiunque! l’importante è divenirne consapevoli, credo. La consapevolezza del ciclo vita-morte-vita che regola ogni cosa, il processo di anakuklosis a cui, penso, ogni essere umano non possa sottrarsi…e forse è proprio questo di cui dobbiamo renderci conto, per evitare di cadere in un baratro troppo profondo. Accettare i momenti di “morte”, vedendoli come il terreno fertile da cui rinasceremo. Consapevoli di essere fenici anche quando ci sentiamo solo cenere. Accettare la tristezza,  l’ansia, la preoccupazione, accoglierla invece che combatterla per far si che diventino anch’esse meno agguerrite. Soffrire senza sentirci per questo deboli, ma semplicemente umani. Vedere la propria rabbia, non sentirla più come un senso di colpa, ma accettarla ed imparare a gestirla, senza subirla o lasciarla esplodere fuori controllo.
Ora, ovviamente, come sempre, cerco cavie per le prossime realizzazioni. Quindi se credete che possa essere proficuo per un mese o poco più divenire consapevoli di COME vi sentite, mandatemi una mail a giui.giuliarusso@gmail.com

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