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WOR[L]DS #5

Arrivata senza neanche che me ne accorgessi la quinta puntata di Worlds. E’ stata una settimana in cui il mio fisico ha fatto un po’ i capricci e il destino ha privato il futuro del mondo di una persona speciale: Lou Reed.

Si può essere tristi per la morte di una persona che non si conosce dal vivo? Forse si, se sei molto affezionata alla sua musica, del resto l’idea che hai di lui la conosci profondamente. So che avevo già scritto qualcosa a riguardo della scomparsa di Lou, ma il mio componimento ne ha risentito ancora, lo stesso.

Perciò, ecco il “mio” WOR[L]DS #5, il megapidieffone con tutti i componimenti dei partecipanti lo potete scaricare qui, mentre il prossimo kit è spiegato per benino sul blog di Camilla.

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Se la vita avesse una colonna sonora, la mia includerebbe molte canzoni dei Velvet Underground.

 

Ehi, Lou, quanta poesia ti porti  dietro con te?

Ehi, Lou, quanto vuoto pesante lasci dentro al suo cuore?

Ehi, Lou, di quante assurde e tragiche storie d’amore credi di esser stato Lancillotto?

Sicuramente di alcune mie. Ti porti anche il peso di serate adolescenziali chiusa in stanza in preda ad uno spirito auto/distruttivo/Baudelairiano-Bukowskiano in cui “nessunomicapiscesenonlamusica”, delle prime volte in cui ho capito cos’era l’amore e  di lunghe fughe solitarie in macchina, di una canzone chiusa in una scatola in cui è custodita un’amicizia vera, questa:

Ma, da un certo momento in poi nella mia vita, se ti immaginavo, ti vedevo così:

Lou Reed by Annie Leibovitz

 

Perché, in fondo, niente è più rock and roll dell’amore. L’ho imparato da te.

 

“Il mio Dio è il rock and roll”.

Lou Reed (2 marzo 1942 – 27 ottobre 2013)

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WOR[L]DS#4

Pubblico WOR[L]DS in anticipo rispetto al mio consueto ritardo, perché questa volta il ritardo mi ha giocato d’anticipo. Ovvero: credo di aver sfiorato il limite massimo per l’invio del componimento a Camilla. Non essendo sicura di rientrare nel supermegapidieffone domani, pubblico almeno qui il risultato di questo quarto kit, scritto in meno di tre minuti, con troppe cose in testa e in mano.

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Aperitivi Immaginari, Art, BLOG, Uncategorized

Aperitivo del Venerdì con il Signor Ragnar Kjartansson [di come la musica ti cura l’anima]

[Ho avuto un appuntamento particolare questo Venerdì: un ritrovo in un’affascinante villa spersa nella campagna americana (così verde da non sembrare americana) per una jam session di alcuni amici e amici di amici.]

I musicisti sono tutti posizionati in angoli remoti delle stanze, altri invitati (tra cui i proprietari della casa) ed io, invece, siamo seduti all’esterno, sotto al portico, con davanti solo verde esteso a perdita d’occhio.

Qualcuno accorda gli strumenti, qualcuno scalda la voce: Cominciano.

Senza farmi vedere, sgattaiolo via dal portico ed entro in casa, dove comincio a vagare per le stanze, concentrando tutta la leggerezza di cui sono capace nei piedi, attirata dalla musica.                                                                                                                                        Ci sono voci che mi avvolgono e suoni che mi accompagnano verso altri suoni.                                                                                                   Mi sposto da una stanza all’altra e mi sembra che lo spazio sia costruito dalla musica: in biblioteca il suono del piano mi strugge , nello studio le lacrime di Gyða sono le mie, nella sala da bagno la voce e lo sguardo di Ragnar mi intenerisce profondamente.

Mi fermo, respiro e ascolto. Ipnotizzata dalla melodia. Respiro note, Espiro suoni.

E, ancora prima di accorgermene, sto cantando una canzone che non conosco.

One again I fall into my feminine ways
You protect the world from me, as I’m the only one who’s cruel,

who’s cruel, who’s cruel, who’s cruel, who’s cruel,

Forse stanno suonando solo per me?                                                                                                                                                                            Sanno che li sto spiando da dietro gli stipiti delle porte, ma continuano a suonare solo per me.                                                                     E’ come se fossimo tutti insieme, qui, ma ognuno solo con se stesso.                                                                                                                        E’ un’intima poesia decadente in cui io vago malinconica.

Un cannone. Un colpo al quella “palla nera” tra il cuore e l’apparato digerente che da giorni mi tortura, che ora sembra iniziare lentamente a sgretolarsi.

[Ma perché non lo scrivono sui libri di Medicina che la musica ti cura l’anima, eh?]

E…Così come è cominciato dolcemente, dolcemente tutto finisce. Fine di un momento, persistenza dell’emozione.

Tutti finalmente insieme corriamo nel verde esteso a perdita d’occhio.

Nemmeno per un attimo ho pensato di non esser lì con voi. Grazie.

Ragnar The Visitors Kjartansson hangar bicocca

A pink rose
In the glittery frost
A diamond heart
And the orange red fire

Once again I fall into
My feminine ways

You protect the world from me
As if I’m the only one who’s cruel
You’ve taken me
To the bitter end

Once again I fall into
My feminine ways

There are stars exploding
And there is nothing you can do

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Se la “Curiositas” fosse un materiale, quale sarebbe?

Dopo solo due settimane di questa nuova università sono così entusiasta che ormai non dormo proprio più, ma elaboro progetti 24h su 24h. E’ contenta mia madre che alle 4 del mattino mi vede rovistare nel laboratorio alla ricerca di chissàcosamaperchèlodevicercareProprioaquestora!?
Ma questa è un’altra storia, una delle tante che prima poi racconterò.
Parlavamo di Cutiositas, ecco si!!
La prima esercitazione del corso di Metaprogetto [con un nome così come posso non amarlo?] consisteva in un esercizio di arteterapia:
Descriversi con 3 qualità, ad ognuno di questi assegnare un materiale, sul retro del foglio 20X20 cm comporre un proprio ritratto astratto con i suddetti materiali.
Ecco, le ansie che vi vengono sul trovare i tre aggettivi fanno parte del gioco. Se poi state per uscire con un: “Ma io non ho tre pregi!” Forza, filate a prendere un cartoncino 20X20 perché per voi questo esercizio diventa un obbligo!
I risultati sono stati letteralmente entusiasmanti!
Potremmo parlare ore delle scelte dei materiali, di come sono stati usati nello spazio [dall’Horror vacui al minimal più acuto], alle forme e composizioni utilizzate [dalle geometrie simmetriche alla composizione casuale]. Ogni aspetto [ci] rivela qualcosa di noi!
Se vi va di provare poi potremmo parlare insieme del risultato! 🙂
Io devo ringraziare Francis, Lucia, Sara, Silvia, Flavia, Dalida per le loro spinte creative nel trovare i materiali…
Ecco, il risultato!

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Anche questa settimana sono arrivata appena in tempo per adempiere a WOR[L]DS. I materiali di questo kit, il terzo, erano davvero intriganti. Mi sono ritrovata ad usarli nel modo opposto a quello che avrei mai pensato. In ogni caso, sono soddisfatta del risultato [Finalmente!]. Sono contenta di lasciare un’impronta di me nelle parole, anche se sono così vincolate.

Ed ora? Ora non vedo l’ora di scrivere ancora!

Worlds #3

Dopo anni passati a leggere quella di Garcia Lorca, mi sono permessa di scrivere una “mia” canzone d’Autunno.  In onore di questo Stagione, così improvvisamente sorprendente.

1 Ottobre 2000 e 13

WOR[L]DS #3

Digressione
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BANG! [A colpi di foto]

“Non voglio fermarmi mai” penso mentre sto per scrivere:

E’ GIUNTO IL MOMENTO! POSSO FINALMENTE SVELARE UNA COSA BELLISSIMA!

Quando mi hanno chiesto di partecipare a BANG! con il mio progetto fotografico “Can I tell you a Picture?” ho dapprima cominciato a saltellare al telefono e poi ho continuato a saltellare dopo aver messo giù il telefono. Mi sono sentita onorata di partecipare ad una mostra fotografica in una città bellissima come Arezzo e in un contesto così energico come quello di BANG!

Quindi, se da questo week end fino al 3 Novembre vi capita di passare in questa città meravigliosa fate un giro tra le sedi dell’evento, personalmente mi troverete all’Informagiovani. Avrete anche modo di lasciarmi un messaggio!

Un abbraccio, uno di quelli veri, così belli da fotografare e raccontarci su una storia.

BANG! Nuove Generazioni Fotografiche è un contenitore di idee e di risorse diversificate ed eterogenee. è uno strumento di interconnessioni tra realtà diverse del territorio comunale, che si uniscono per interrogare i tempi contemporanei e trovare risposte alle criticità dell’oggigiorno. “BANG!” è una rete informale di soggetti che si connettono e collaborano per riversare le proprie energie sulla citta e sulla popolazione. Due sono i livelli del network: primo, un gruppo di giovani fotografi aretini e non, che uniscono le loro estetiche per ravvivare il clima artistico-culturale di Arezzo; secondo,	un gruppo di giovani imprenditori che mettono a disposizione dei fotografi gli spazi creati con fatica e lungimiranza per esporre le loro opere. “BANG!” è dunque una meta-esposizione, sia di opere artistiche che di imprese innovative e inedite per il territorio aretino.  Il progetto si sostanzia, dunque, in una multiesposizione fotografica e in una rete di attori sociali che si autopromuovono vicendevolmente come esempio di soluzione alla crisi e all’empasse contemporaneo.

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WOR[L]DS #2

E’ stata un settimana intensissima culminata con “oggi” un giorno molto importante che mi ha lasciato la testa intrisa di un misto di emozioni…inoltre ho una bella notizia che posso finalmente svelare!

ma prima di tutto ciò voglio presentare il secondo scritto per WOR[L]DS .                                                                                                      Composto appena in tempo sul treno di ritorno di questa giornata tanto attesa.                                                                                           Non ne sono troppo soddisfatta, ammetto che avrei potuto fare di meglio, ma non tutte le parole escono col suono che ci piace, spero di potermi congratulare con me la prossima volta.

Ora vado a letto, stanca, stanchissima, ma propositiva, con la testa che mi scoppia di nuova vita, ottimismo e idee.

worlds #2

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