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WOR[L]DS [Un Progetto di scrittura creativa]

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Camilla, alias Zelda was a writer, blogger, giornalista e scrittrice ha indetto un nuovo “progetto” di scrittura creativa. Quasi quasi, lo chiamerei esercizio. Data la mia passione smisurata per l’argomento, ovvio che partecipi!

In sintesi, per dieci settimane ogni mercoledì, da uno scatolone dei ricordi verrano fuori alcuni oggetti/parole da usare come indizi per un componimento non superiore alle 900 battute. Qui Camilla spiega bene di cosa si tratti e gli indizi del #Worlds1.

Ecco, invece il mio #worlds1

Ne sono [quasi] soddisfatta e di certo, mi sono divertita tantissimo! 😀

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Ho avuto la fortuna di conoscere il mio bisnonno, anche se non per molto. Era lì, quando sono nata e lo ritrovo spesso quando guardo mio nonno ora. Le persone speciali si riconoscono a pelle, deve avermelo insegnato lui, la prima volta che mi ha preso in braccio appena nata.

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Procrastinate

Ovvero, essere affetti da “sindrome di Quinto Carlo Massimo il temporeggiatore”.
Storie simili da procrastinatori seriali, che ieri decisero di rimandare a domani.
E a furia di pro-crastinare dopo mesi si è nella medesima situazione, perché non si tratta di una guerra punica, ma di una battaglia contro la propria “paura di non riuscire”.
Sono io, la maestra del Dilly-Dally, dello Shilly-Shally e dello Aspettare la Manna dal cielo. Inglesismi e dialettismi a parte, il problema rimane: se le cose diventano difficili mi vince l’inerzia.
Che sia oggi il giorno giusto per smettere di rimandare [i propri sogni, la scelta difficile da anni accantonata vicino alla bomboniera della comunione dei cugini, la decisione di affrontare ]? Si, lo è di sicuro.
1,2,3, spengo il mac e agisco.

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To Procrastinate

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Impressioni di Settembre di una Terrona nata al Nord.

Quante gocce di rugiada intorno a me, cerco il sole, ma non c’è.
Respiro nebbia e penso a te.

[Quando i piedi scalzi sul pavimento diventano subito freddi e nella mente cominci a rivedere la tua estate, vuol dire che è davvero arrivato l’autunno e che i tuoi racconti estivi sono ormai da classificarsi come ricordi]

Basilicata on my mind

Ci sono tanti modi per arrivare in Basilicata: treno, macchina, google maps, aereo, corriera.
C’è solo un motivo per cui scelgo quello più lungo e stancante: mi fa sentire emigrante.
Quel senso poetico da cui fin da piccola sono affetta, mi fa credere che farmi dalle 10 alle 13 ore di pullman con fermate rare e brevi, possibilità di vicini di posto fastidiosi, disguidi e ritardi quasi assicurati mi faccia lontanamente assaporare l’idea di “tornare” e non di “andare”.
Perché io se devo emigrare in America come mio nonno, Carmine, prendo il tram.

La traversata terrestre dello Stivale, verso quella che da tempo assomiglia di più al mio concetto di casa è allo stesso tempo profondamente autentica e assolutamente irreale.

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Perché per quanto mi senta legata alla terra verso cui sto viaggiando, oggettivamente, io non ci sono nata.
Se ne accorgono i miei compagni di viaggio appena apro bocca, appena la mia quasi nulla inflessione vocale li insospettisce e si chiedono cosa [diavolo] ci faccia io lì.
Me lo chiede Marina che torna a casa dopo la stagione estiva a Rimini.
Me lo chiede la Signora Antonia, che abita a Mantova ma che è di Rionero, dove vivono ancora tutti i suoi parenti.

Ed eccomi, che cerco di spiegare il motivo per cui si può sentire di appartenere ad un posto senza esserci nati.
Ma mi impappino, mi si confondono le parole ed il loro sguardo tra l’incredulo e il dubbioso mi fa chiedere addirittura se non mi stia sbagliando io, se la sensazione di “tra due minuti è quasi casa” che comincio a provare alla vista delle “mega girandole” non sia solo frutto della mia immaginazione.

Ma in fondo, che cos’è la vita se non un sogno?
Cos’è se non uno slancio poetico verso il presente con cui ci si sforza di renderlo eterno?
E forse sarà indotta dalla mia fantasia, ma questa leggerezza, che provo ogni volta che arrivo qui, in questo paesino qualunque e sperduto, tra la Puglia, la Campania la Calabria e la mia mente, è pura euforia.

E mia cugina ridendo per il mio strano entusiasmo mi dice: noti cose che io, che qui ci abito da sempre, non avevo mai visto.
E nessuno si spiega perché sono più legata a questo posto io che mio padre, che c’è nato.
C’è chi mi dice che forse, se ci abitassi sempre, non ne  sarei così affascinata.
E no, io non sono d’accordo.                                                                                                                                                                                           Perché, le mie personali impressioni di Settembre, quelle di una terrona nata al nord, mi suggeriscono il richiamo atavico che io ho con questa terra.

Quella che provo ogni volta che torno al Nord è nostalgia, desiderio melanconico di tornare a casa.

Si, è certo che se abitassi qui sentirei comunque il bisogno di andare perché sono zingara e viaggiatrice dentro.
Ma sarebbe andare con la consapevolezza che hai lasciato il tuo nido, non, andare per la necessità di cercare un posto in cui sentirti a casa.
In ogni caso, forse, le mie, sono mere paturnie mentali e la sola cosa di cui mi dovrei fidare è che hic et nunc io vorrei mangiare i peperoni cruschi, vorrei sentire il profumo delle bruschette di mia zia nell’aria, vorrei arrampicarmi per le vie del centro vecchio e salire da sola sul tetto di quella casa da cui dall’alto Rionero sembra magico, abbracciare tutte le persone, qui, a cui voglio bene.

Andare

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Primo Giorno di Scuola!

Primo Giorno di Scuola!

E’ nuovamente il nuovo anno, nuovamente da affrontare con una nuova-mente.
Impazzano i post sui tips per affrontarlo al meglio, in particolare qui quello della cara Camilla o le buone speranze di Sara, alias Nuvolosità Variabile.

Quindi, dato che abbiamo l’opportunità di cominciare due volte all’anno, a gennaio e a settembre, perché non fissare in questi due mesi un “tagliando” della nostra vita?
Lei ha i freni da cambiare, anzi, no, sa che facciamo li togliamo di peso, via tutti i freni inibitori!
Lei ha fatto troppi km, è ora che si fermi un po’! Lei invece con quella ipsilon color cappuccino, forza, cosa aspetta a schiacciare sull’acceleratore?
Mi faccia vedere quei tergi…ossignùur, per forza che non ci vedeva più, le mancano 3 diottrie!

Credo in un ottimo futuro, non mi interessa quello anteriore, poiché il passato prossimo mi ha insegnato a concentrarmi sull’immediato. Sarà un Autunno esplosivo, sorprendete e creativo, perché?
beh, è uscito addirittura il nuovo singolo degli arcade fire, pochi giorni fa ho fatto un sogno stranissimo e bellissimo di cui forse parlerò e ieri ho ricevuto un’ottima notizia!
Per quanto mi riguarda, anche io ho cercato di fare una lista di quei punti che vogliono trasformare la mia mente in nuova mente, nuovamente, come la fenice, continuare a rinascere.

* Allontanare le persone che vi regalano cattiveria. Un anno o due fa mi sarei lanciata nella missione impossibile di continuare a sorridergli, fino a che un giorno mi avrebbero sorriso indietro. Oggi dico: allontanatele. Ritiratevi nel vostro mondo, raccoglietevi nella vostra fragilità fatta di Cavalli Salvasogni, unicorni e Girandole Scacciapensieri e recuperate le forze, prendendovi tutto il tempo di cui avete bisogno. Quando ve la sentirete e i vostri occhiali avranno recuperato lo strato color rosa che li contraddistingue potrete uscire allo scoperto e continuare la vostra incosciente battaglia del sorriso da dove l’avevate lasciata. Non uscite allo scoperto prima, mi raccomando, o sarete ancora al punto di partenza e il lavoro fatto fino ad allora andrà in fumo. [si lo so, Non si capisce se sto parlando a me o a qualcuno… in realtà forse sto parlando a me stessa, ma con-dividere vuol dire portare le proprie esperienze, in modo che qualcun’altra, nel caso in cui si trovasse nella stessa situazione, possa trarne beneficio]. Se queste persone sono difficile da evitare fisicamente perché frequentano il vostro ambiente lavorativo/familiare, cercate di farlo con il cuore. Gea per esempio ha deciso che eviterà tutti i barboncini del paese.

* Non smettere mai di coltivarsi: leggere, ascoltare, fare. Ci sono così tante cose da scoprire al mondo…combattere la pigrizia, FORZA! Soprattutto si prenda ispirazione da ciò che ci circonda, ma lo si filtri attraverso la propria personalità. Bisogna continuare a cibarsi del mondo e continuare ad evolversi, ma non diventare la copia di nessuno. Trovare il nostro “Io” ed accudirlo. Sarebbe utile fissarlo pragmaticamente attraverso un giorno della settimana, credo che il mio sarà il mercoledì. Gea si impegnerà nella camminata quotidiana per scoprire ogni nuovo angolo nel giardino.

* Ricominciare a piacersi. Si può essere gli esseri può trascendentali del mondo, ma purtroppo alle volte guardandosi allo specchio si può cadere nella banalità più assoluta. A me capita nei periodi di stress estremo, così, senza che me ne accorga, smetto di piacermi. Nessuno è perfetto, ma in questi periodi quella più imperfetta di tutti mi sento io. I miei difetti fisici mi sembrano insormontabili e imperdonabili. Oggi ho la forza per dire che in passato ho affrontato queste cadute in modo completamente scorretto. Come le sto affrontando ora? Svegliandomi tutte le mattine, guardandomi allo specchio e ripetendo 7 volte: “Ma quanto sei carina!”. Un rito magico, per focalizzarmi sui miei dettagli migliori e cominciare ad amare quelli non che proprio non mi aggradano. Gea dice che non ha di questi problemi e i suoi rotoli di ciccia le piacciono moltissimo. Gea è un cane, ma è più avanti di me.

* GIOIA E RIVOLUZIONE! Ancora e per sempre! Un cambiamento forte nella vita. Quello a cui da un po’ si pensa ma che non si ha ancora avuto il coraggio di fare. Un taglio alle chiome da Principessa, andare a vivere da soli, cambiare città, mollare il lavoro che non ci piace anche se siamo in momento di crisi! Gea ha detto basta alla cuccia leopardata, da oggi passa dalla versione di “chien fatale” in favore di una copertina scozzese che le da un tono da cane colto.

* Ascoltare. Ascoltare di più, prendersi una giornata in cui si regala un ascolto ad un amico o sconosciuto, senza nominare la parola IO per tutta la durata del discorso. [Questo punto me lo sento cucito addosso eheh] Alla fine, ringraziare e andarsene. Gea dice che mi ascolta già tanto, che questo ultimo punto non la riguarda.

Bene, io e Gea siamo [quasi] pronti per questa giornata di primo giorno di scuola!

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Grazie!

Ho una stazione ferroviaria nell’orecchio sinistro.
Un Aeroporto militare nell’orecchio destro.
Una Girandola Scacciapensieri in ottima forma.
Delle occhiaie importanti.
Un sorriso stampato in fronte.
Grazie, grazie, grazie a tutti! Grazie a Esse, Daria, Nicola e tutti coloro che hanno partecipato attivamente a Tendenze, grazie a quei complimenti che mi hanno fatto addirittura un po’ commuovere, alla dolcissima Sara di Nuvolosità Variabile, a tutti coloro che hanno soffiato via i propri pensieri pensierosi con la Girandola Scacciapensieri!

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Una Girandola per Scacciare i Pensieri!

C’è una sottospecie di segreto che sto conservando da un po’ di tempo a questa parte:

Ha le ali, non fa male:  Una Girandola Scacciapensieri!

Che cos’è una Girandola Scacciapensieri? Una Girandola che soffia via i pensieri pensierosi che non lasciano dormire sogni tranquilli, per rendere leggeri come un respiro di vento!

….Non voglio svelare nulla di più, ma se siete curiosi vi aspetto domani sera a Tendenze, per vedervi soffiare le preoccupazioni che attanagliano le vostre menti ultimamente e cominciare l’inverno con un sorriso leggero.

 

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Ritornare [=di Garcia Lorca e Altri Capricci]

Ritornare a Settembre
Ricominciare a ricamare
Un viaggio da raccontare
Rullini di emozioni da sviluppare
Progetti nuovi da svelare
Energia da incanalare
Una Girandola da Soffiare
Viziarsi nell’immaginare il mare.
Un Capriccio da sfogliare:

Nella rete della luna,
ragno del cielo,
s’impigliano le stelle
svolazzanti.
[Capriccio, gentilmente imprestatemi da Federico Garcìa Lorca]
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